Cascata delle Marmore: curiosità e itinerari

Cascata delle Marmore: curiosità e itinerari

Cascata delle Marmore

La Cascata delle Marmore è una delle cascate più alte d’Europa, con il suo dislivello di 165 metri. Si tratta di una cascata a flusso controllato, poiché le acque del fiume Velino che abbracciano quelle del fiume Nera non sono sempre a pieno regime ma vengono fatte defluire altrove per contribuire alla produzione di energia idroelettrica.

Solitamente si può ammirare la cascata per intervalli di circa 3 ore, in diverse fasce orarie;  tutte le informazioni sugli orari di apertura della Cascata delle Marmore sono disponibili sui canali ufficiali che riportano la divisione per giorni: ogni mese, infatti, ha un calendario differente sia dell’apertura del parco nel quale sono situate le cascate sia di rilascio delle acque.

I sentieri

È possibile ammirare la Cascata da diversi punti di vista, a seconda dei diversi sentieri che si percorrono.  Tali percorsi sono sei, e si differenziano per la difficoltà nell’attraversarli e per gli scorci differenti che regalano.

Il primo sentiero, “Antico Paesaggio” è abbastanza ostico in quanto lungo e ripido, ma saprà ripagare la fatica con una vista mozzafiato sulla parte superiore della cascata, il Belvedere superiore.  Inoltre, saprà condurre i visitatori al “Balcone degli innamorati” al termine dell’omonimo tunnel, chiamato così perché consente di ammirare l’acqua della cascata principale che assomiglia ad un velo da sposa, secondo la leggenda creato da San Valentino per provare la purezza della ninfa Nerina.

Il secondo percorso, chiamato “Anello della Ninfa” è molto facile da percorrere e si giunge a destinazione in una ventina di minuti circa. I ponticelli di legno nascosti nella fitta vegetazione consentono di giungere ad una piccola cascata laterale.

Anche il sentiero numero tre, “L’incontro delle acque” è molto facile e breve. Questo percorso, perfetto per le famiglie, conduce ad un punto strategico sul Belvedere per poter ammirare l’abbraccio dei due fiumi.

Il sentiero numero quattro, “Pennarossa”, è chiamato anche “La Maestosità” proprio perché consente di vedere tutto il panorama della cascata attraverso il Belvedere superiore o quello inferiore. Inoltre, porta anche al “Parco della Batteria” denominato in questo modo poiché ospitava durante la seconda guerra mondiale una contraerea posizionata per proteggere le fabbriche di Terni.

Il quinto sentiero è “La rupe e l’uomo” poiché è stato costruito più di recente, tra gli anni ’70 ed ’80 e presenta testimonianze di archeologia industriale. È un percorso pianeggiante, che conduce al secondo e terzo salto della cascata passando per borghi medioevali e pozzi artificiali.

Il percorso dei “Lecci sapienti” è l’ultimo e più impegnativo. Sicuramente è ideale per chi ama le escursioni all’avventura, in quanto è molto ripido e non adatto a tutti, specialmente a chi soffre di problemi cardiaci oppure respiratori.

Gli eventi

Il calendario del luogo è ricco di eventi di diverso tipo, che consentono a chiunque di trovare un’attività divertente: famiglie, giovani avventurosi, coppie. Si passa dalle visite guidate per percorrere i sentieri prima illustrati ad attività sportive ed outdoor ( rafting, kayak, hydrospeed, river walking) passando per rievocazioni storiche ed eventi artistico-culturali.

Infatti, come viene illustrato dalle guide durante questi eventi, la costruzione della cascata risale al 271 a.C., per opera degli antichi romani che realizzarono quest’opera per evitare che il fiume Velino straripasse rendendo le zone circostanti stagnanti. Molti personaggi storici sono poi passati di lì, come Lord Byron, al quale è intitolato uno dei Belvedere e le cui gesta sono narrate ai più piccini durante una visita guidata a tema.

Il poeta inglese ha dedicato alla “sua” cascata dei versi, nella quale definisce la stessa una “caduta di acque veloce e spumeggiante che scuote l’abisso”. È proprio questa la sensazione che si ha ammirando la meraviglia della cascata, basterà recarvi sul luogo per trovarvi concordi con le parole di Lord Byron!

Andrea B.

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